Sala da pranzo con lunghe mensole in legno, barattoli in vetro ordinati e pavimento in graniglie a scacchi bianco e nero.
12 Febbraio 2026

Durante una ristrutturazione a Roma capita spesso di fare scoperte inaspettate. Sollevando un vecchio parquet o rimuovendo una pavimentazione moderna, può emergere un tesoro nascosto: un pavimento in cementine antiche, con i suoi decori geometrici e i colori che raccontano la storia dell’edificio. Altre volte le cementine sono ben visibili, magari in una casa che si sta valutando per l’acquisto o in un appartamento appena ereditato. In ogni caso, la domanda è la stessa: cosa fare di fronte a questo elemento architettonico? Come valorizzarlo senza compromettere le esigenze della vita contemporanea?

Le cementine: storia, contesto romano e fascino che resiste al tempo

Schema della realizzazione a mano delle cementine.

Le cementine nascono in Francia a metà Ottocento, per poi diffondersi in tutta Europa, grazie all’invenzione del cemento e delle presse idrauliche per cui si sono potute ottenere delle mattonelle senza il bisogno di cottura ma semplicemente pressando una base di sabbia e cemento di 2 cm con uno strato superficiale di cemento, sabbia finissima e ossidi; poi stoccandole e stagionandole qualche settimana.

A Roma il loro momento d’oro si colloca tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in particolare durante l’espansione umbertina della città. In questo periodo le cementine vengono impiegate sia nei palazzi signorili dei nuovi quartieri come Prati, Esquilino e San Lorenzo, sia nelle case popolari e negli edifici di edilizia economica. Le troviamo negli androni d’ingresso, nelle scale condominiali, ma soprattutto negli appartamenti: cucine, bagni, corridoi e talvolta anche nelle stanze principali. Il loro successo era dovuto anche alla facilità di applicazione, in quanto venivano posate a toppa e poi non andavano né levigate né lucidate, ma si trattavano soltanto con l’olio di lino per proteggerle da macchie. Erano di forma quadrata 20cm x 20cm o 25cm x 25cm oppure esagonali.

Il valore contemporaneo delle cementine antiche: materia, memoria e identità progettuale

Le cementine antiche continuano ad affascinare architetti, designer e proprietari di casa in quanto offrono una ricchezza decorativa difficilmente replicabile: ogni pavimento è un mosaico di geometrie che crea ritmi visivi e delimitazioni di spazi. I colori, pur sbiaditi dal tempo, mantengono una profondità e matericità che i rivestimenti contemporanei non raggiungono.
Le cementine che venivano prodotte una a una con stampi metallici e pressa idraulica, oggi si producono industrialmente, ma mancano del fascino delle irregolarità e patina che solo il tempo e la produzione manuale sanno conferire. C’è poi il valore storico: un pavimento in cementine racconta il gusto e le scelte di chi ci ha vissuto prima di noi. Conservarlo significa mantenere un legame con la storia dell’edificio.

Cementine antiche e graniglie: riconoscere e valorizzare le differenze

Non è raro trovare nello stesso appartamento sia graniglie che cementine. Le graniglie (o marmette alla veneziana) sono composte da scaglie di marmo di varie dimensioni sopra lo strato di cemento di 2 cm. Nelle graniglie di cemento la granulometria della parte superficiale è più grande rispetto alla “pastina” delle cementine con frammenti di marmo; di solito vengono fatti più decori con stampi che delimitano i limiti dei vari impasti. Una volta posate, vengono levigate (a differenza delle cementine) e hanno un aspetto terrazzato, brillante, più uniforme rispetto alle cementine. Sono decorate in superficie con motivi geometrici, floreali o liberty.

Restauro di cementine antiche di forma esagonale, dai pigmenti rossi, neri e grigi.

Cementine esagonali recuperate in Casa Giardino.

Restauro di graniglie in cemento dalle decorazioni geometriche.

Graniglie di cemento restaurate in Casa Giardino.

Quando ci si trova di fronte a questa convivenza, l’approccio progettuale deve valorizzare entrambe le tipologie senza tentare di omogeneizzare artificialmente. Si può enfatizzare il passaggio con profili metallici, fasce di separazione, o usare questa discontinuità per sottolineare la differenza funzionale tra gli ambienti.
Le graniglie, più resistenti e impermeabili, venivano tradizionalmente usate in cucine e bagni, mentre le cementine decoravano gli spazi di rappresentanza: rispettare questa logica originale può essere una chiave di lettura del progetto di restauro.

Tecniche di intervento conservativo

Nel caso il pavimento necessiti interventi, il primo passo è valutarne lo stato di conservazione: estensione della superficie originale, usura superficiale nei passaggi, rotture accidentali, distacchi o macchie per sostanze aggressive, sostituzioni con materiali diversi.
Si aprono diverse possibilità: conservazione integrale, recupero parziale integrando le parti mancanti, o rimozione completa nei casi più compromessi.

Il cuci e scuci: arte del restauro

La tecnica del cuci e scuci è fondamentale quando occorre intervenire su porzioni di pavimento per passaggi impiantistici o riparazioni del massetto sottostante. Consiste in primis nel rimuovere con precisione chirurgica le cementine o graniglie nella zona di intervento, numerandole e fotografandone la posizione, per poi eseguire i lavori necessari sotto il pavimento, e infine riposizionare le piastrelle originali nella loro esatta collocazione. Questa tecnica richiede estrema cura: le cementine sono fragili e vanno sollevate con spatole sottili, pulite dal vecchio allettamento, e riposate con malte idonee che non creino tensioni.

Integrazioni e intarsi

Nei vani porta o nelle demolizioni di tramezzi, dove spesso le cementine o le graniglie sono state tagliate o rimosse durante precedenti interventi, si possono realizzare intarsi che dialoghino con il disegno esistente. L’approccio più onesto prevede l’uso di cementine o graniglie nuove di tonalità leggermente diversa o di materiali contemporanei come resina, ottone o pietra, che segnalino chiaramente l’intervento recente senza tentare il falso storico. In alternativa, si possono commissionare cementine su misura che riprendano il decoro originale, accettando che il loro aspetto “troppo nuovo” si integrerà solo con il tempo.

Riparazioni su rotture di graniglie e cementine antiche e trattamenti

Le rotture puntuali si possono riparare con stuccature colorate, mentre per lacune ampie si valuta l’inserimento di cementine di recupero o nuove piastrelle. Per fessurazioni diffuse, si può optare per una ricucitura evidente, un po’ come la tecnica giapponese del Kintsugi,
una tecnica filosofica per cui invece di nascondere le crepe si mettono in evidenza.
Dopo la pulizia con detergenti neutri, si applicano prodotti protettivi traspiranti che vanno rinnovati periodicamente per quanto riguarda le cementine, mentre vengono pulite, levigate e lucidate le graniglie.
La manutenzione ordinaria richiede lavaggi delicati, evitando ristagni d’acqua, e attenzione nell’uso quotidiano.

Realizzazione di nuove tramezzature

Uno dei problemi più comuni nelle ristrutturazioni è la necessità di creare nuove pareti o spostare tramezzi esistenti. Come farlo senza distruggere il pavimento storico? La tecnica più rispettosa prevede il taglio millimetrico delle cementine lungo la linea della nuova parete, utilizzando frese diamantate a umido. La nuova tramezzatura viene poi realizzata sopra il taglio realizzato del pavimento esistente.
Infine, se la nuova tramezzatura è completamente diversa, una strada percorribile è quella di smontare e riassemblare le cementine in un nuovo disegno coerente con la nuova distribuzione.

Bagno ricavato al posto dell’ex scala interna. Il pavimento è un patchwork di cementine originali.

Bagno ricavato al posto dell’ex scala interna in Casa Minimal Il pavimento è un patchwork di graniglie originali.

Compatibilità con gli impianti moderni

Gli impianti rappresentano la sfida più complessa. L’ideale sarebbe evitare di passare sotto il pavimento storico, sfruttando tracce nelle pareti, controsoffitti (come abbiamo fatto in questo progetto), o creando vespai tecnici sopraelevati nelle zone di servizio. Quando questo non è possibile, si pianificano tracce lineari che seguano le fughe tra le piastrelle o i cambi di decoro, minimizzando i tagli. Per l’impianto di riscaldamento, si può optare per soluzioni a parete. È possibile altrimenti far passare gli impianti per esempio perimetralmente e pavimentare queste parti con altro materiale tipo parquet.

Il ruolo dell'architetto nel recupero delle graniglie e cementine antiche

Intervenire su pavimenti storici richiede competenza tecnica, sensibilità progettuale e capacità di mediazione tra conservazione e contemporaneità. Il risultato migliore si ottiene quando il pavimento storico non viene trattato come un vincolo, ma come un punto di partenza per il progetto: un elemento identitario che suggerisce scelte cromatiche, materiche, distributive.
Studio Amnios si occupa di restauro e ristrutturazione di edifici storici a Roma, con particolare attenzione al recupero conservativo di pavimenti antichi. Se hai trovato cementine nella tua casa e vuoi un approccio che privilegi il recupero, contattaci per una consulenza gratuita.